LA MOSTRA

Mantova F.C. - 100 anni insieme

29 Marzo - 8 Maggio 2011

Fruttiere di Palazzo Te

 
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Cards, Invasione in... formato ridotto PDF Print E-mail

Oggetto di 'culto' nei paesi anglosassoni, le figurine plastificate hanno avuto meno fortuna nel nostro paese. Ma per gli appassionati rimangono un imperdibile 'must'

 

Parte con questo numero il primo appuntamento con il variegato e colorato mondo delle cards. Veri e propri oggetti di culto in Paesi come gli Stati Uniti e l'Inghilterra, le cards (rettangoli non autoadesivi) stanno conquistando sempre più spazio anche in Italia dove, per tradizione, le figurine autoadesive sono sempre state il top per i collezionisti di album di figurine e associati. Ma, come detto, le card hanno potenzialità infinite e anche nella Penisola se ne sono finalmente accorti. Uno dei primi tentativi riusciti di card di calcio è quello datato 1992 con le famose Score. Discreta fortuna per questa produzione, la prima a lasciare un segno importante nel nostro Paese.

 

Fu attraverso la prima 'ondata’ di score che molti iniziarono ad amare questi rettangoli double-face con 'doppia funzione’ , estetica da un lato, informativa dall' altra (riportando sul retro tutti i dati , statistici e non, relativi al giocatore). Da lì in poi si contano diversi altri esempi di cards distribuite in Italia, tutte con stili diversi tra loro.

 

 

Molto ricercata la serie Panini calcio ’97 (prima e seconda serie, rispettivamente di 130 e 120 cards) , per la ‘pulizia’ delle immagini. Per chi ama la ricchezza di dati, consigliamo quella prodotta dalla Merlin ‘Italia Serie A ‘99’ ( edita anche in Giappone e in lingua inglese). Semplice e diretta la MundiCromo con Calciatori 2000-Etichetta nera (495 cards). Per i veri amanti delle collezioni monotematiche, ecco ‘Juventus 100’ della Upper Deck (1997, 45 cards per il contenitore + 45 esterne). Ultimamente, inoltre, le cards si sono evolute, con novità sempre più stuzzicanti. Una di queste, forse la più strabiliante, riguarda le ‘cards maglie’ o ‘jersey cards’ , ovvero figurine plastificate con in aggiunta la presenza di un pezzettino della maglietta del proprio campione all’interno della stessa card, una maniera ulteriore per rendere la figurina oggetto di culto ed elevarne il valore.

 

Un cofanetto di Roby Baggio, incentrato sulla carriera del Divin Codino, ha raggiunto quote di vendite impensabili in Giappone, sfruttando anche in questo caso la trovata della reliquia. Non ci si è comunque fermati certo qua, puntando molto sull'aspetto grafico della card, molto diverso da quello più fermo delle storielle figurine autoadesive. Sfruttati anche gli autografi del campione (riprodotti sulla card) e le azioni in movimento (con la figurina che riproduce il giocatore in tre diverse posizioni di gioco).

 

Guardando al mercato, la prima spontanea domanda nasce su quello che è il target delle cards e a chi sia il collezionista-tipo. Difficile rispondere: a differenza delle semplici figurine, questi oggetti 'fanno collezione' anche da soli. Se per le figurine completare l’album è l’imperativo, per le cards anche un solo esemplare può bastare. Un esempio. Ci sono le collezioni che si limitano a cercare le cads di un solo giocatore o della propria squadra del cuore. Il resto non importa. Ci possono essere collezionisti di una marca di cards, di un giocatore, di una squadra, o di un solo campionato , si possono collezionare soltanto jersey cards o solo cards autografate, dal valore superiore. Un po’ come collezionare francobolli, il bello delle cards è che proprio questo: che il collezionista può costruirsi autonomamente la propria originatà ed unicità. Alla seconda puntata, allora, in cui analizzeremo come, invece, questo nuovo prodotto sia già tanto amato fuori dai nostri confini….

 

(Fonte : Calcio2000 – n. 88 – Aprile 2005 )

 
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